BioDesArt è un’associazione no-profit nata da un progetto selezionato dalla Regione Puglia per il bando “Principi Attivi 2012”. L’idea dell’associazione nasce dalle ricerche condotte sui temi della biomimesi, bio-design, design sistemico, eco-design e bio-industria, ovvero soluzioni progettuali orientate alla rigenerazione del capitale naturale da lasciare alle future generazioni. Si parla per questo di sostenibilità forte in quanto una delle sfide più importanti del futuro sarà relativa alla limitatezza delle risorse della terra e alla tutela della sua resilienza. BioDesArt è catalizzatore di idee innovative, sostenibili e bio-ispirate, sviluppate attraverso una piattaforma di co-progettazione e blog-network che promuove relazioni sinergiche tra professionisti, istituti di formazione, il settore artigiano, industriale e tecnologico, attraverso un approccio multidisciplinare tra differenti campi di azione (design, arte, scienza, industria) finalizzato alla valorizzazione di nuovi concept di prodotto, processo e servizio. BioDesArt ha promosso il trasferimento della ricerca scientifica, nel campo della sostenibilità forte, valorizzando le innovazioni tecnologiche dell’Università del Salento secondo le più restrittive e vincolanti norme ambientali nazionali ed internazionali con il progetto Green Skin materiale eco-innovativo e bio-ispirato che si presenta come una valida alternativa alla pelle animale e sintetica. Green Skin ha ottenuto il riconoscimento dello “Start cup Puglia 2013” nella sessione industrial. Ciò ha consentito di fondare nel 2015 BioFaber, una start up innovativa, che produrrà cellulosa di origine batterica tra cui “Green Skin”, materiale eco-innovativo e bio-ispirato ad alto valore tecnologico, che potrà essere utilizzato nei settori trainanti del Made in Italy, automobilistico, arredamento e abbigliamento. Al tatto e alla vista, i prodotti realizzati con questa pelle, sono paragonabili alla comune pelle è può essere utilizzata in vari settori. Questo biopolimero nanostrutturato è ottenuto dalla simbiosi di batteri e funghi, già presenti in prodotti alimentari. Il processo produttivo avviene in coltura acquosa arricchita di zuccheri, ottenuti da scarti alimentari, in tempi rapidi. Gli attuali processi utilizzano le risorse naturali in modo non sostenibile, impiegando enormi quantità di energie, mentre quello elaborato dalla nostra azienda processa le risorse naturali, sfruttando le informazioni e la struttura della materia per generare un polimero biocompatibile e nanostrutturato che si autoassembla in livelli gerarchici e cresce in 14 giorni. L’innovativo processo ha un basso impatto ambientale poiché sfrutta scarti alimentari e non utilizza sostanze chimiche tossiche. L’innovativo processo produttivo del biopolimero nanostrutturato è quello di una bio-fabbrica, poiché i microorganismi diventano fabbriche in miniatura in grado di auto-assemblare il polimero utilizzando una bassa intensità di energia e materia ed un alto potenziale rigenerativo. Lo strato di biopolimero ottenuto viene essiccato in stufe ad aria calda in poche ore dopodichè è pronto per essere funzionalizzato. Il limite è costituito dalla igroscopicità che la rende velocemente deperibile in acqua o in esposizione agli ambienti umidi. Il nostro sistema innovativo consiste di un trattamento superficiale facile ed economico che modifica le proprietà della cellulosa da superidrofilica ad idrofobica a base di silicone o silice. Infatti i proponenti hanno sviluppato nei laboratori di ricerca dell’Università del Salento un innovativo modo per migliorare significativamente uno dei limiti del biopolimero. Green Skin si basa in particolare sulle competenze acquisite dai soci fondatori di BioFaber, la PhD Mariangela Stoppa, ricercatrice e bio-designer, PhD Rossella Nisi, ricercatrice e biotecnologa assegnista di ricerca dell’Università del Salento, Prof. Antonio Licciulli docente di Ingegneria dei materiali presso la facoltà di Ingegneria dell’Università del Salento, Maria Concetta Martucci e Pasquale Cretì, Collaboratori Tecnici degli Enti di Ricerca del CNR IMM sezione di Lecce. L’Università del Salento ed in particolare il Dipartimento di Ingegneria dell’innovazione con i suoi gruppi di ricerca ha raggiunto posizioni di assoluta eccellenza nel panorama della ricerca scientifica internazionale nei settori dei materiali innovativi e delle biotecnologie.