Era sempre la prima ad arrivare e l’ultima ad andarsene dall’Open Space, quella specie di grande acquario aperto 24 ore su 24 popolato da talenti, giovanissimi  delfini, un paio di squali e qualche colorato pesce palla. La Ricerca, la più rispettata del Campus per anzianità di servizio e meriti conquistati negli anni, si era assicurata il posto migliore, all’ombra dei finestroni vista pini, dove il sole faceva capolino dalle 12 alle 18, colorando guance e riscaldando anche i più freddolosi. Di fronte a lei, la Formazione, occhialuta senza mai un capello fuori dallo chignon ben assestato sulla nuca, trangugiava ansiosamente  un caffè dopo l’altro in attesa dei suoi alunni e soprattutto del professor Sapere, scapolo belloccio sulla cinquantina, da più di 20 anni al servizio di Laserinn per istruire generazioni di ricercatori e professionisti. La loro intesa era storia vecchia, oggetto di chiacchiericci durante la pausa caffè, alle macchinette dell’ariosa hall. Loro, noncuranti degli sguardi e fieri di quella intesa ventennale, entravano e uscivano a braccetto dai laboratori del lungo corridoio arancione, gestiti scrupolosamente da Tecnologia, indispensabile collaboratore con il suo bagaglio di macchinari e attrezzature all’avanguardia. A metà mattinata, preceduta da una scia di profumo percepibile sin sul soppalco in legno, teatro di rocambolesche riunioni, Creatività faceva il suo ingresso nell’Open Space senza mai passare inosservata, soprattutto agli sguardi di Business, che teneva perfettamente il conto delle camicette colorate di lei, così come faceva per le sue cravatte. Tutti insieme nuotavano nell’Open Space, all’unisono e con la stessa armonia di ginnaste di nuoto sincronizzato, generando idee ad ogni bracciata. Quella mattina di settembre, però, un evento li fece sobbalzare tutti: un drone aveva sorvolato il parco scientifico di Tecnopolis atterrando sul tetto di pannelli solari. Davanti a Formazione, Creatività, Business, Sapere e Tecnologia, solo una cesta lasciata lì da quella singolare cicogna elettronica. “Cosa ne facciamo?”, chiese allettato Business, sperando come sempre di poterne trarre vantaggio. “Lo teniamo!”, esclamarono Creatività e Formazione spinte da un innato spirito materno. “Sì”, risposero tutti. “E come lo chiamiamo?”, chiese assetato Sapere. “Chiamatemi Futuro”, si sentì rispondere dalla cesta.