Seduta sotto la capannina arrugginita e scorticata della fermata, apro il portafogli ed estraggo l’abbonamento. Lo osservo orgogliosa come un bambino quando tiene in mano la figurina che completerà l’album dei calciatori. Per non farlo sgualcire, papà mi ha comprato un porta documenti di quelli trasparenti. Una signora si avvicina, lascia cadere le buste della spesa e sospira. “Quanto vorrei una bella macchina. Usata, mica nuova. E’ una vita che prendo questi maledettissimi bus.” “Io invece prendo i mezzi da poco.” “Ti si è rotta la macchina? Te l’hanno rubata?” “E’ rotta da quando sono nata. Purtroppo non si può né aggiustare né sostituire”. La signora mi guarda diffidente e timorosa. Non faccio più caso a questi occhi che mi scrutano. Sono tanto invisibile quando concreta e tangibile quando la gente mi osserva con un misto di curiosità e paura, per analizzare i miei movimenti e scoprire dove sta l’inghippo, la fregatura, il problema. Per dar fiato alla bocca e dire: è strana, malata. Guarda come fa, come muove le mani. E lo sguardo perso nel vuoto? E’ la loro rassicurante conferma di essere normali. Sulla sinistra, il bus arranca lungo la strada. Salgo e saluto l’autista. Sa già dove devo scendere, mi conosce, ci conosce visto che anche altri miei colleghi prendono questo bus per andare al lavoro. La cosa bella è che da qualche tempo e senza che nessuno di noi lo chiedesse, hanno “inaugurato” una nuova fermata a pochi passi dall’exFadda, dove si trova il ristorante. All’inizio mi accompagnava mio padre. Ogni giorno la sua vecchia Punto macinava quaranta chilometri, venti all’andata e venti al ritorno. Qualche settimana dopo si era organizzato coi genitori degli altri ragazzi e facevano a turno. Facevamo il giro dei paesi [...]
Inerpicandosi con le minuscole zampette era riuscito a scavalcare quel possente muro di pietre. E si era ritrovato ancora una volta a pochi passi da un meraviglioso albero di ulivo, che i polloni [1] avevano quasi soffocato. Un patriarca monumentale. La chioma argentata, quasi pettinata, i ghirigori delle branche ultracentenarie formavano una scorza dura e lo tenevano al riparo da “sempreverdi” tentazioni distruttive. D’estate, l’onda chiassosa del canto delle cicale, contrastando con la quiete tutt’attorno, quasi lo schermava da occhi indiscreti mentre, d’inverno, le raffiche del vento e la pioggia copiosa non lo impensierivano affatto. Avviluppato dall’ombra di una serra in uno sperduto angolo del cuore del Salento, quell’ulivo, nonostante tutto, dentro la sua pancia mastodontica continuava a custodire qualcosa. E Rino Ramarro Messapo sapeva bene che cosa. Ogni volta che si ritrovava a passare, soleva incunearsi nel tronco di quell’albero ipertecnologico per cercare da una fessura secondaria nuove emozioni. Nuovi brividi. Un saltello veloce su una leva camuffata da ramoscello, et voilà: – Benvenuti nell’archivio digitale L.U.A.: Laboratorio Urbano Aperto del Parco Agricolo Multifunzionale dei Paduli, -udì da una voce il Ramarro- premere il tasto uno per azionare navicella giro panoramico, tasto due per rivivere la storia del Parco, tasto tre per uscire.   Rino Ramarro scelse il tasto due. D’un tratto si ritrovò a viaggiare ad alta velocità nel tempo e nello spazio in un ascensore che custodiva un Libro luminoso con innumerevoli schede descrittive e gigantografie che raccontavano “I segreti dei Paduli: Millenni di Storia e Natura”. – Possente foresta di querce, pini e numerosi altri alberi monumentali, i Paduli sono stati nel tempo fonte di vita per diversi animali, tra cui non poche specie autoctone, oltre a numerosi uccelli -continuò la voce fuoricampo- La chioma verde delle querce sembrava una grande [...]
LibroLab è un progetto nato per seminare l’amore della lettura nei bambini soprattutto nei quartieri periferici di Bari. Non è un semplice furgone carico di libri, ma è un mondo possibile per crescere grazie alle ali della fantasia. Ci si è ispirati ai kamishibaiya, narratori giapponesi di inizio Novecento, che si spostavano nei vari villaggi in bicicletta raccontando storie e vendendo dolciumi ai bambini. Quando si aprono le porte del furgone ai bambini vengono presentati i diversi albi illustrati, accuratamente selezionati e provenienti da case editrici specializzate nel settore, adatti per le diverse fasce d’età. Le letture animate prevedono il supporto del kamishibai, una valigetta in legno nella quale vengono inserite le diverse tavole illustrate, accompagnate dalla voce narrante. Alla lettura segue sempre un’attività ludica e creativa condotta con il metodo dell’arte terapia che comporta la manipolazione di materiali artistici, lasciando libero il bambino di seguire il proprio processo creativo. L’obiettivo è educare alla bellezza attraverso il linguaggio del gioco, per stimolare la creatività, il pensiero libero e la sfera emotiva dei più piccoli.   www.librolab.it
Questa che vi racconto è una particolare storia d’innovazione, un’innovazione che esula dal mondo  imprenditoriale per germogliare da una realtà associativa in quote totalmente rosa. Incontro Simona, presidente di SMYSLY, in un assolato pomeriggio barese e quel che segue è per me un giorno in cui ho avuto la possibilità di arricchirmi di Vita. La nostra storia inizia così … Simona vive una disabilità in famiglia e decide, nel corso dei suoi studi universitari, di approfondire questa tematica, la disabilità, rapportandola al proprio vissuto e quindi alla difficoltà di superare gli ostacoli esistenti per godere della visita in un museo: la sua tesi universitaria, pertanto, ha per oggetto la ‘accessibilità universale’, intesa come superamento delle barriere architettoniche e fruibilità dei beni museali attraverso l’utilizzo di tutti i sensi. Conseguita nel 2009 la laurea a Ferrara, nel 2010 Simona torna nella sua terra natia, in provincia di Bari, a Corato; e qui insieme a Linda e Cristina, prende corpo l’idea di applicare il progetto “disabilità museale” alla fruibilità del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, progetto che risulterà vincitore del bando PRINCIPI ATTIVI 2012. Oggi SMYSLY è un’associazione di promozione sociale, è Simona, Linda e Cristina, è tre Persone con  un cuore grandissimo. SMYSLY, tradotto dalla lingua ceca, significa ‘sensi’. E quello realizzato da queste tre giovani e intraprendenti ragazze è proprio un progetto multisensoriale la cui finalità è l’accessibilità universale, ovvero consentita a tutti, normodotati e diversamente abili, del Parco Nazionale dell’Alta Murgia. La multisensorialità, strumento scelto e adoperato per superare le barriere architettoniche, si realizza attraverso l’utilizzo della joelette e di tavole tattili con immagini a rilievo, targhette descrittive in large print e linguaggio braille. La joelette è una particolare carrozzella da ‘fuori strada’, le cui caratteristiche tecnico – costruttive le [...]
La storia di questo luogo inizia 37 anni fa con Giacomo Di Summa e Marilena Distante, genitori di Antonio, che aprono la Libreria, punto di riferimento per i libri scolastici. Dopo l’università  Antonio torna a casa perchè vuole fare il libraio a modo suo, vuole che la Libreria sia crocevia di lettori prima che di clienti: amplia gli spazi e l’offerta inserendo una vasta sezione di narrativa e libri per ragazzi; grazie anche al contributo di Cataldo Montanaro e il progetto “giovani innovatori in azienda”, intraprende questo percorso di costruzione di comunità e di relazioni. La Francavillese è ormai in città un social network reale grazie a momenti di condivisione non strettamente legati ad una mera attività commerciale: laboratori pratici e letture per bambini, luogo di riferimento per associazioni che non hanno una sede, cene in libreria dopo le presentazioni, dove l’autore e il pubblico si confrontano in un momento conviviale, partner per le associazioni nella produzione di merchandising e pubblicazioni, gruppi di lettura. I frutti del lavoro reale fatto di storie e persone vengono poi restituiti al virtuale riportando la community così creata sul web, attraverso la redazione partecipata di un blog, dove i libri sono recensiti dai clienti stessi e l’uso dello streaming youtube e skypecall per tutti gli eventi svolti. www.libreriafrancavillese.com
FaLvision è una giovane casa editrice di Bari che si occupa principalmente di saggistica storica, economica, letteraria, produzioni di nicchia e di divulgazione, da sempre persegue una strada molto settoriale e innovativa, con produzioni in Braille ed immagini, fotografie, mappe e disegni a rilievo, con tecnica puntinata o microcapsule. Questa scelta l’ha portata negli ultimi tempi a confrontarsi su progetti di turismo accessibile su misura per videolesi, collaborando con Musei, scuole, fiere e teatri. FaLvision è una piccola realtà che vorrebbe proiettarsi sempre di più in un mercato internazionale. Ad oggi conta due dipendenti e diverse collaborazioni esterne, con un fatturato prevalentemente nutrito da partecipazioni con enti culturali e turistici. Nel progetto ho scelto di mettere in evidenza i prodotti innovativi della casa editrice, in particolare, le diverse tecniche di stampa, cercando di inserirle nello stesso clima che ho percepito visitando il piccolo laboratorio. Ognuno di noi dovrebbe provare a chiudere gli occhi, sfiorare con le dita queste superfici ruvide, in rilievo e per un istante saggiare l’intimo rapporto che si instaura fra l’utente e la stampa.   www.falvisioneditore.com
L’Associazione Passi da Ciclope è stata costituita il 20 dicembre 2013 grazie ad un Programma della Regione Puglia “Principi Attivi”. L’idea era quella di creare un’associazione che mettesse insieme la passione per il sociale coinvolgendo i ragazzi a rischio dei quartieri più disagiati di Bari e la passione per la bicicletta come momento aggregativo. Per questo si é deciso di aprire la Ciclofficina proprio al CEP, il Quartiere S. Paolo di Bari, un quartiere da sempre a rischio. Passi da Ciclope è ospitata nei locali della Parrocchia San Giovanni Bosco. Quello che contraddistingue da subito i ragazzi della Ciclofficina è il loro modo di intendere la bicicletta come strumento di integrazione che sia di raccordo e per gli abitanti del quartiere che del quartiere stesso con il centro di Bari. La Ciclofficina diventa così il luogo si impara a fare manutenzione alla propria bicicletta. Fase 1 – Ciclope ti insegna a riparare. Fase 2 – Tu ripari da solo la tua bici. Fase 3 – Tu insegni ad aggiustare. L’associazione é coinvolta in progetti di mobilità sostenibile con le scuole attraverso laboratori di autocostruzione. Di qui la realizzazione di CARGO BIKE per trasportare merci e TRIKE un triciclo per la vendita dell’olio. L’associazione opera anche su Molfetta dove ha un accordo con la locale municipalizzata per il recupero di biciclette rottamate che attraverso il riuso di pezzi di ricambio possono rivivere in altre. L’innovazione è quindi nel ruolo della ciclofficina: non si va dal solito meccanico di biciclette ma si incontra un vero e proprio mastro 2.0 che ti insegna a voler bene alle tue due ruote. La sede dispone di 4 cavalletti dove è possibile rimettere in ordine la bicicletta dalla semplice foratura alla regolazione dei raggi. I piccoli cicloamatori riparano la propria camera d’aria [...]
Questa è la storia di un sogno cominciato trent’anni fa. Michele, figlio di agricoltore, decide di metter su un vivaio su un piccolo terreno con una capannina in legno. Con il passare degli anni e l’acquisizione di nuovi terreni, l’azienda comincia ad espandersi, a ricevere appalti pubblici e ad affacciarsi sui mercati esteri. L’attività vivaistica è molto cambiata, mi racconta Cosimo, figlio di Michele: non è più necessario espandersi, ma puntare sulla qualità del prodotto, sull’assistenza al cliente, sulla resa estetica e sul marketing. Quella piccola  capannina ora si è trasformata in una grande serra in vetro, desiderio di Michele, uno spazio espositivo, ma anche un luogo in cui ritrovarsi e coinvolgere nuovi clienti attraverso corsi di formazione gratuiti per apprendere semplici nozioni per manutenere una fioriera o allestire un orto sul balcone. L’azienda ha saputo interpretare l’esposizione non solo per la vendita, ma per proporre idee creando sorpresa e curiosità, innovando nelle piccole cose! Le piante passano da terra ai bancali, il confort degli ambienti migliora, le piante sono ordinate con nomi e in base ai loro utilizzi. Il segreto è tenersi aggiornati, viaggiare e divertirsi, sorprendere.   www.vivailavermicocca.it
La Fondazione Le Costantine è un centro di attività agricola, artigianale e pedagogica nato nel 1982 sulla scia delle attività svolte da due nobildonne salentine, Giulia Starace e Lucia De Viti De Marco, che avevano attrezzato l’antico casolare di Casamassella per consentire a giovani e donne del paese di lavorare, essere economicamente indipendenti, e non dover lasciare la propria terra.La fondazione riunisce in una sola realtà la tessitura, l’agricoltura biodinamica, l’ospitalità anche per disabili e la formazione.Tra i prodotti di eccellenza di una realtà che sa accogliere ed autosostenersi, ci sono i preziosi manufatti in tessuto (arazzi, i tovagliati, i grembiuli, sacche) realizzati con gli antichi telai a 4 licci attraverso la tecnica dei “pinti” e colorati naturalmente o con tinture vegetali. Dagli ulivi, agrumeti, cereali e ortaggi disseminati nei 33 ettari coltivati con agricoltura biodinamica della tenuta si ricavano gli ortaggi, la frutta, l’olio e le confetture in vendita e utilizzati come materia prima nel ristorante della Casa di Ora.Nel 2010 la Fondazione Le Costantine ha vinto il prestigioso Premio Turismo Cultura UNESCO nella categoria “Ospitalità” e l’Oscar Green nella categoria “Sviluppo Locale” di Coldiretti Giovani Impresa. Ultimo in ordine temporale, è giunto anche il Premio Vrani,assegnato a persone o associazioni meritevoli di aver onorato, difeso, valorizzato e divulgato il buon nome del Salento in Italia e all’estero. www.lecostantine.eu
Prendi un museo e trasformalo in uno spazio del racconto a misura di bambino. Prendi il denaro che daresti ad una babysitter mentre lavori e dimezzalo. Prendi le uniche cose che sai davvero di ricordarti della tua infanzia, tutte legate ad una esperienza. Da qui nascono i laboratori didattici di LeDa.LeDa coltiva e promuove una innovativa formula di apprendimento ludico e immersivo, riempiendo di vita un luogo che altrimenti spesso resterebbe freddo e quasi sempre deserto, risolvendo in contemporanea anche il problema delle scarse risorse umane fornite dalle pubbliche amministrazioni per la gestione dei beni culturali.L’associazione è composta da un gruppo di educatori museali ed art tutor che crede che il mondo dell’arte debba essere illustrato in modo interattivo, per invitare il fruitore, bambino o adulto che sia, all’osservazione curiosa e alla discussione, attraverso attività ludico-artistiche che consentono di sperimentare l’arte in prima persona. “Ci piace approfondire diversi linguaggi, forme e temi nuovi, suggerendo percorsi di lettura dell’opera d’arte sempre originali, per continuare a stimolare la creatività del fruitore. Con i nostri servizi educativi all’interno del Museo Must di Lecce ed istituzioni culturali vogliamo “aprire il sipario” su di un patrimonio vastissimo, così significativo e denso d valori culturali per la nostra identità ma che di frequente non viene compreso nella sua totale ricchezza e bellezza.” www.ledalaboratori.it