Il wifi gratuito è sempre più diffuso, ma l’accesso rimane complesso: registrazioni, sms, mail e chiamate a numeri verdi richiedono spesso più tempo della connessione vera e propria. wiMAN nasce con lo scopo di rendere più semplice l’accesso al Wi-Fi e la gestione per i proprietari dei locali. Rendendo “social” l’accesso alla rete Wi-Fi: non più lunghe procedure di registrazione, ma on-line in pochi secondi grazie a Facebook e Google Login.Partono da Mattinata (Foggia) Massimo Ciuffreda e Michele Di Mauro per fondare un’azienda che rende l’accesso al wifi social e immediato e protegge chi mette a diposizione la propria rete da usi impropri.I router di wiMAN creano una doppia rete: una ad uso aziendale per i gestori e l’altra per i clienti del locale o ufficio. Quando il cliente usa Facebook per loggarsi, può decidere di condividere la sua posizione con gli amici, facendo di fatto pubblicità al locale! www.wiman.me
Le foto realizzate documentano il processo di progettazione in virtuale immersivo ed interattivo, basato sulla creazione di un modello 3D utilizzando la tecnologia della realtà virtuale all’interno del CETMA di Brindisi. Il progettista, indossando degli opportuni occhiali per la stereoscopia, percepisce la profondità della scena e, attraverso dei dispositivi di interazione low-cost, riesce ad interagire modificando l’oggetto in questione. La modifica effettuata si ripercuoterà sulla matematica dell’oggetto in modo da creare una nuova geometria che meglio risponde alla sua necessità.La sessione di live design review documentata dalle foto è utilizzata dal team di progetto per agevolare la fase di decisione sui molteplici aspetti ingegneristici. Ad esempio l’ergonomo e l’ingegnere possono in questo ambiente confrontarsi sugli aspetti relativi alle funzionalità e alle forme da progettare, valutando in real time le varie soluzioni. L’aspetto innovativo di questo processo consiste nel differente ruolo che ha il progettista, il quale in questo nuovo ambiente virtuale riesce a creare ed ad interagire dal vivo con il modello 3D del prodotto in maniera semplice ed efficace. www.cetma.it
Negli ultimi anni la prototipazione rapida ha segnato una svolta nel modo di intendere il processo produttivo. La stampa 3D consente un ritorno all’artigianato, concepito questa volta in forma digitale. Il tradizionale bozzetto su carta del falegname, dell’architetto, del designer può diventare un disegno digitale tridimensionale che la stampante trasforma in un oggetto reale, fedele al modello, ponendo al suo creatore un solo limite: i confini dell’immaginazione.Le stampanti stesse nascono spesso da progetti open-source. I makers ne scaricano le componenti, riproducono le stampanti ed effettuano upgrade che ne migliorano la qualità generale. CREA3D costruisce e rivende stampanti 3D, aprendosi al pubblico con workshop, laboratori di modellazione e servizi di stampa 3D. CREA3D oggi è una piccola gemma nel mondo dell’innovazione made in Puglia, riferimento per makers, professionisti ed aziende alla continua ricerca di nuovi spunti creativi, materiali innovativi e metodi di produzione non convenzionali. www.crea3dstore.com
L’idea nasce ad Antonio Andrea Gentile, che durante la tesi triennale in fisica, presso il CNR-Nano, ha scoperto le enormi quantità di materiale di scarto generate all’interno del laboratorio. Discutendo dell’idea insieme a Salvatore Modeo, studente di ingegneria gestionale, e compagno di camera all’interno della Scuola Superiore ISUFI di Lecce, i due iniziarono a pensare ad un primo progetto d’impresa e decisero di applicare al bando “Principi Attivi” promosso dalla Regione Puglia nel 2010. Il progetto riscosse un grande successo, tanto da posizionarsi al primo posto su oltre 2.200 domande, garantendo al team il supporto finanziario necessario per avviare la fase di proof of concept e proseguire la registrazione del brevetto in ambito internazionale. Dopo un anno di attività MRS è riuscita a realizzare il primo dimostratore pilota che ha permesso di  recuperare oro durante la realizzazione di microchip presso il CNR-Nano. Il pilota ha inoltre dimostrato che la qualità del materiale recuperato è estremamente elevata (oltre il 99% della purezza). Ad oggi, dopo aver girato il mondo da San Francisco a Pechino, MRS conta di realizzare il primo impianto pilota industriale entro il 2014 con il supporto di aziende partnership identificate dopo un’intensa attività di networking svolta in tutto il mondo.
HiQ-Nano nasce dalla voglia di un gruppo di ricercatori dell’Istituto Italiano di Tecnologia di trasformare le proprie conoscenze scientifiche e tecnologiche in prodotti e servizi fruibili da tutti, dal piccolo imprenditore, al ricercatore, alla grande azienda. HiQ-Nano offre nanoparticelle di vari materiali, con differenti proprietà chimico-fisiche, ottenute attraverso sintesi innovative a basso impatto ambientale, che possono essere impiegate in vari settori industriali, dal campo della diagnostica a quello dell’elettronica di consumo, dalla cosmetica all’abbigliamento. HiQ-Nano punta a convogliare la richiesta di tali prodotti verso un prodotto made in italy di qualità superiore a quelli già presenti sul mercato internazionale.  
Tutto è cominciato osservando come le persone sordocieche comunicano tra loro: prendendosi per mano e sfiorandosi le dita. Un gesto per noi così intimo e raro eppure essenziale per quanti non vedono né sentono allo stesso tempo. Non la nostra meccanica stretta di mano: un tocco che diventa intreccio di mani. E che trasmette sensazioni, bisogni, com’è fatto lo spazio attorno, cosa accade nel mondo, cosa dice la mamma, “ti voglio bene”. Un tocco vitale che, quando viene a mancare, aggiunge solitudine all’isolamento. Così, abbiamo voluto che la nostra tecnologia fosse una metafora del prendersi per mano. E abbiamo imparato che anche gli alfabeti tattili hanno i propri dialetti, che ci sono sfumature anche quando ci si sfiora con le dita e che proprio attraverso quelle sfumature passano emozioni come gioia, rabbia, dolore, amore. Cose che non avremmo mai colto nella fretta di inventare un dispositivo per mercati dai grandi numeri. Il nostro non è solo un percorso di innovazione, ma un’esperienza di vita, di continuo apprendimento, di sorpresa, e di cura. Un’esplorazione che ci ha permesso di guardare dove, a occhi aperti, non siamo mai riusciti ad osservare: tra le sfumature. dbGLOVE è un dispositivo interattivo indossabile come un guanto che permette alle persone cieche e sordocieche di comunicare con gli altri attraverso il linguaggio Malossi, un alfabeto tattile inventato da un sordocieco italiano.
Ogni “mezzo” che si  muove tramite una vela e la forza naturale del vento, custodisce in sè un passato dall’ inestimabile valore culturale che è sopravvissuto nel tempo perché tramandato di marinaio in marinaio dagli inizi della storia fino ad oggi… L’arte marinaresca, la sapienza dei marinai che il mare un tempo lo vivevano giorno dopo giorno, sopravvivono oggi grazie a chi per passione o per lavoro esce ancora in mare, naviga, regola le vele alla ricerca del piacere della libertà di andare per mare. Sono queste le basi da cui parte il progetto Neo 400 – The sexy butterfly: un nuovo modo di andare per mare che utilizza il progresso tecnologico per rendere sempre più performante la navigazione non tralasciando la possibilità di assaporare il gusto e le sensazioni di solcare il mare nella massima sicurezza e comodità. Il carbonio diventa il nuovo materiale con cui poter modellare le imbarcazioni sulla base delle esigenze dell’armatore che diventa il protagonista del processo di lavorazione, partecipando direttamente ed esprimendo le proprie preferenze in termini di allestimento.
L’immaginario collettivo associa la ricerca a quella medico-biologica. Il progetto vuole mostrare la realtà della ricerca industriale, quella che permette l’innovazione sui materiali, i prodotti, l’informatica. Chi sono i protagonisti.
Trasformare una realtà industriale ordinaria ai tempi della crisi e farne una nicchia di eccellenza nel mercato mondiale non è da tutti. Sui robusti “piedi per terra” di Base Protection poggia il peso di una vera rivoluzione di pensieroe  azione.
Un artigiano costruisce zampogne secondo tecniche tradizionali, ma accostando ai materiali tradizionali (legni pregiati e canne vegetali) anche tessuti hi-tech, plexiglass e materie plastiche, e rendendo possibile accostare la zampogna a strumenti nobili, apportando modifiche alla struttura tradizionale. piccolissimo laboratorio, strumenti e attrezzi tradizionali, ma contenuti innovativi fatti secondo tecniche secolari. un sessantenne a monopoli.