Salentec è un’azienda che fonda la sua nascita ed esistenza sull’essenza pura del concetto di innovazione, anche e soprattutto nelle menti di chi anima questa realtà, perennemente protese al futuro, quasi nella missione di anticiparlo. Nasce nel 2005 dalla volontà di un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione (Università del Salento): Antonio Licciulli, Maurizio Fersini, Sergio Franza, Daniela Diso e Antonio Chiechi. Nasce come spin off, quando ancora gli spin off non erano conosciuti e riconosciuti dall’ateneo salentino e forte era la resistenza (l’ufficialità arriva nel 2007). Salentec ha il suo quartier generale a Lecce (una grande struttura sulla via per Monteroni) e segue alcuni progetti a Brindisi, presso la Cittadella della Ricerca, in collaborazione con l’Università. L’azienda si fonda su attività di ricerca industriale su commessa, piccola produzione di materiali, forni ad elevate temperature, customizzazione di macchinari su temperature estreme, produzione di strumenti scientifici e forni a temperature elevate. La maggior parte del fatturato deriva da clientela composta da multinazionali quali Rolls Royce, Italcementi, Pilkington, solo per citarne alcuni.   www.salentec.com
Le grandi rivoluzioni tecnologiche e industriali le fanno sempre le grandi multinazionali. In realtà non è così. Le grandi idee la maggior parte delle volte vengono da piccole e medie imprese, magari in luoghi in cui non penseresti mai di trovarle. Così, a Mesagne nella terra dei Messapi, un’azienda sta studiando e mettendo a punto un sistema per azzerare le emissioni di solfati dal processo di riciclo delle batterie d’auto usate. Il ciclo di vita di una batteria d’auto è circa 5 anni, oggi le batterie sono riciclate circa al 97%. Lla batteria è composta da plastica, metalli e pastello (solfato di piombo). Il Pastello è la parte più consistente della batteria (circa il 40%) e il processo di riciclo attuale  la desolforazione del pastello) è a forte impatto ambientale a causa delle scorie elevate di solfuri di piombo e delle notevoli emissione di SO2 (ossido di zolfo). La STC ha messo a punto un processo per la desolfazione a freddo, riducendo così notevolmente le scorie e le emissioni di SO2. L’obiettivo è raggiungere emissioni zero. Sintesi storia (max 500 caratteri spazi inclusi)    Le grandi rivoluzioni tecnologiche e industriali le fanno sempre le grandi multinazionali. In realtà non è così. Le grandi idee la maggior parte delle volte vengono da piccole e medie imprese, magari in luoghi in cui non penseresti mai di trovarle. Così, a Mesagne nella terra dei Messapi, la STC sta studiando e mettendo a punto un sistema per azzerare le emissioni di solfati dal processo di riciclo delle batterie d’auto usate.   lead.stcitaly.com