Porsi nella condizione del fare innovazione al sud ha significato per molto tempo, salvo rare eccezioni, assumere il ruolo del hidalgo di Cervantes nel quale sono bizzarramente mescolati elementi del genere picaresco con quelli del romanzo epico-cavalleresco. Seppur alle nostre latitudini declamare periferie attiene ancora ad un’operazione salvifica di simbolico risarcimento verso territori cronicamente svantaggiati sembra che, proprio questa condizione, dia vita tal  volta a congiunture favorevoli e ricerche singolari. Quella portata avanti dalla rete di imprese Smetwork appartiene sicuramente a quest’ultima fattispecie. Battezzata sotto il segno delle antichissime tradizioni artigianali e della ricchezza dei materiali naturali offerti dalla nostra regione e riunite sotto l’impulso creativo di un giovane imprenditore, tre diverse realtà, da tempo attive nella processo di utilizzo del materiale lapideo per l’edilizia e nella lavorazione della pietra hanno così iniziato ad operare con la forma del network. Quello che le accomuna non è solo il settore merceologico in cui sono attive, bensì la volontà comune di valorizzare ed esportare nel mondo le grandi risorse naturali e produttive della Puglia rendendole tecnicamente idonee nel percorrere il mercato globale. Le diverse esperienze pregresse e le differenti peculiarità realizzative hanno così spinto queste tre realtà dislocate nei pressi dei più importanti bacini estrattivi della regione, tra Bari, Altamura e il salento, a fondersi in una rete d’impresa che, in un momento di congiunture economiche sfavorevoli per il settore edilizio, rafforza e moltiplica le rispettive capacità produttive senza però stravolgere le singole identità aziendali. In questo ambito, il ricorso alla tecnologia progettuale unito alla concezione artigianale del produrre, ha consentito al network di porsi sul mercato come un interlocutore in grado di recepire e realizzare qualsiasi progetto, dall’oggetto di design alla realizzazione di opere edilizie complesse. La figura più propulsiva della rete, Pietro Monitillo, [...]
Geovis è una start up innovativa pugliese, inserita nell’elenco del registro nazionale, fondata nel 2009 dall’ Avv. Pasquale Ragone ed il Dott. Sante Ragone. La società si occupa prevalentemente di monitoraggi e consulenza ambientale in settori quali il recupero, lo smaltimento dei rifiuti e le bonifiche. Il loro pensare innovativo li distingua da molte aziende del settore; gran parte dei profitti sono dedicati a ricercare e sviluppare prodotti innovativi seguendo criteri scientifici, come la creazione di un substrato una miscela di micro e macro nutrienti utili per migliorare la efficienza di degradazione di inquinanti. La decomposizione delle sostanze inquinanti è effettuata da microrganismi che colonizzano il substrato. Tra i materiali comunemente usati per creare un supporto al substrato troviamo: legno, trucioli, corteccia, torba, erica, e altri materiali simili, anche mescolati tra loro. Per garantire un funzionamento ottimale del biofiltro in cui è situato il substrato è necessario essere il migliore le condizioni di umidità, ph, temperatura, sostanza organica nel substrato e adeguato tempo di contatto tra l’effluente e il materiale, per promuovere l’attività dei microrganismi.   www.geovis.it
É proprio vero che il destino ritorna. Michele Clemente, allevatore di ovini morto prematuramente all‘età di 50anni, deve aver ben pensato di reincarnarsi nel nipote Filippo Clemente ingegnere gestionale oggi giovane imprenditore pugliese vincitore del bando Principi Attivi 2010 con il progetto “Pecore Attive”. Solo per il naming meriterebbe l’Oscar. La storia di un’azienda è la storia prima di tutto storia dell’imprenditore e Filippo è di quelli illuminati, e anche un po’ fulminati, che passa la notte a rigirarsi nel letto e con lui si rigirano anche i suoi due bambini. Viaggio con lui da Altamura a Soveria Mannelli, sede del rinomato Lanificio Leo per stabilire alleanze massoniche Puglia-Calabria perché “bisogna ricominciare dal Sud”, come scrive Lino Patruno. Lo “Jamiroquai dell’artigianato” ha avviato una micro-filiera di lavorazione artigianale della lana ovina da razze autoctone con l’obiettivo di dare nuova vita e valore ad una risorsa territoriale, la lana ovina  attraverso la produzione di manufatti dalla forte componente in design, nonché 

fornire opportunità di inclusione sociale a categorie di persone svantaggiate.  “Innovare” significa alterare lo stato delle cose per crearne di nuove e Pecore Attive decisamente innova.   www.pecoreattive.it
“ArsVivens è nata nel 2012 con il progetto Visite Virtuali: un’idea per le mostre in Puglia. L’ innovazione di questa realtà consiste nell’applicare la realtà virtuale alle esposizioni d’arte temporanee, lasciando in questo modo oltre al catalogo cartaceo un’altra traccia indelebile. I virtual tour, realizzati con sofisticate tecniche quali la fotografia fish-eye e la geosfera per la proiezione tridimensionale, consentono al fruitore di muoversi liberamente e interattivamente all’interno della location della mostra. La tecnologia fotografica usata garantisce un’altissima qualità nella riproduzione delle sale e permette all’utente di vivere un’esperienza immersiva e coinvolgente con la possibilità di soffermarsi su un’opera d’arte, spostare lo sguardo nella direzione che preferisce, approfondire attraverso i pop up ciò che preferisce. Con il mouse o direttamente con la mano, a seconda del device di fruizione si può osservare l’ambiente a 360° sia in orizzontale che in verticale. È così possibile “visitare” una mostra ogni qual volta lo si desidera per diletto, per studio o semplicemente per curiosità, anche stando comodamente seduti sul divano di casa. Oggi ArsVivens è una realtà in crescita che continua ad avvicinare la gente all’arte utilizzando modi innovativi e non convenzionali.   www.arsvivens.it
Nell’ambito del restauro del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, che ospita i Bronzi di Riace, a copertura della corte interna è stata realizzata la “tensegrity”, struttura in acciaio e vetro che si regge su puntoni e tiranti. Prima in Europa per grandezza e seconda nel mondo. Nelle immagini è possibile visualizzare anche le fasi della realizzazione e di montaggio, le prove sulle oscillazioni e di collaudo.
Nell’ambito del restauro, consolidamento e rifunzionalizzazione totale di palazzo Barberini a Roma, in cui ha sede la Galleria Nazionale d’Arte Antica, è stato realizzato un intervento di consolidamento innovativo di alcune volte in muratura, attraverso l’applicazione di fasce in fibra di carbonio dall’intradosso,  non essendo possibile intervenie dall’alto, per via della presenza di pavimenti artistici di pregio.