prologo La breve storia è ambientata nel 2045 e narra della imminente esposizione di un vecchio robot degli anni 2000 chiamato NAO 1, divenuto un esemplare con elevato valore storico. Il protagonista è un anziano signore, Mauro, con un passato nella ricerca socio-pedagogica ed un ruolo nella emancipazione dell’autismo. Fu precursore nell’approccio che trasformò le criticità di chi soffriva di sindrome autistica in potenzialità e bene per la collettività. Nel futuro della narrazione, NAO 1 rappresenta, grazie anche alla visione di quest’uomo, un pò quello che il VIC 20 rappresentò per i programmatori di computer nati negli anni 70-80.   Come tutti i giorni, apro gli occhi. È mattina e posso sentire George, la cornacchia che ruba la frutta sul davanzale. Mi sveglia nervosamente. “Oggi è quasi l’ora” – mi dico – e fisso il poster del robot appeso in camera. Ricevo una comunicazione dalla base con una nuova seccatura dal secondo settore: il preposto al gemellaggio fra le lune di Giove non ha gradito il colore dell’alloggio che lo ospita. Devo chiedere di destinarlo nell’area opposta, dove i colori pastello sono stati interdetti.   Sono passati trent’anni e mio figlio Apollo, grazie al robot nel poster, oggi è un uomo libero in una società pronta. Negli anni 2000, sulla Terra, l’autismo era considerato un problema, un fardello che ci coglieva impreparati. Non ci capivamo nulla di preciso, in verità: noi genitori li guardavamo come magnifici ospiti incomprensibili, spesso incontenibili. Già, magnifici.   Domani rivedrò NAO 1 alla esposizione sulla storia della Federazione del Popolo Autistico. NAO 1, il robot, rappresenta il primo anello di una catena tecnologica che ci permise, nel 2015, di cominciare quelle terapìe sperimentali su venti bambine e bambini con sindromi autistiche. La prima versione di NAO, ricordo, fu il frutto [...]
Lo STAR*Facility Centre è un polo scientifico dell’Università di Foggia che si occupa della caratterizzazione chimica e merceologica delle biomasse e dei biomateriali, per individuarne i processi in grado di ottenere prodotti ad un più elevato valore economico, come prodotti d’interesse industriale, biocarburanti ed energia. Nato nel marzo 2014, la collaborazione fra agronomi ed ecologi, chimici e biochimici, fisiologi e microbiologi, nonché economisti e merceologi permette di svolgere attività di ricerca accademica, di innovazione tecnologica e sviluppo industriale, al fine di cogliere le opportunità della “bioeconomy”.   www.unifg.it