Il settore della meccanica e della meccatronica pugliese vanta una maggiore resilienza rispetto al restante sistema produttivo pugliese e si distingue per una complessiva ripresa in termini occupazionali. La propensione ad assumere nuovo personale è 3 punti percentuali più alta rispetto al restante sistema economico pugliese, ed al suo interno rivela una particolare “vivacità” delle imprese elettriche, elettroniche, ottiche e medicali e di quella porzione di imprese della meccanica e della meccatronica che operano sui mercati esteri che sembrano predisporsi più positivamente nell’assunzione di nuovo personale.
Il settore della meccanica e della meccatronica richiede per il 2012 e per il triennio 2013-15 principalmente dei profili ad elevata professionalità, caratteristica principalmente ricercata dai nuovi addetti dalle imprese elettriche, elettroniche, ottiche e medicali, e qualificazioni professionali medie, requisito prioritario per le imprese della fabbricazione di macchinari e attrezzature e dei mezzi di trasporto, mentre risulta marginale la ricerca di figure professionali a bassa competenza.
Il sottosettore delle imprese elettriche, elettroniche, ottiche e medicali si distingue per la richiesta prevalente di competenze tecniche ai nuovi addetti (69,7%), mentre il  settore della fabbricazione di macchinari richiede solo marginalmente ai nuovi assunti competenze informatiche (27,3%). L’assunzione in imprese metallurgiche e dei prodotti in metallo richiede il maggior numero di competenze (dal 50,0% delle competenze informatiche al 75,0% di quelle teniche). Il settore nel suo complesso di caratterizza per una maggiore propensione all’innovazione, rispetto alla media regionale (54,2% contro il 46% delle imprese degli altri settori). Il sistema produttivo della meccanica e della meccatronica si distingue per la prevalenza di innovazioni incrementali, tese al miglioramento di prodotti/servizi e di processi già esistenti, in linea con il sistema produttivo pugliese, ma si caratterizza per una maggior quota di innovazione radicale rispetto agli altri settori produttivi.