Per il 10% delle assunzioni non stagionali programmate in Puglia nel 2013, le imprese pugliesi hanno richiesto il possesso della laurea; tale percentuale, che nel 2008 era pari al 7% del totale della assunzioni non stagionali mostra una ricomposizione della forza lavoro pugliese verso un livello di istruzione più elevato. Il possesso di un titolo di istruzione universitario non rappresenta, tuttavia, uno strumento di salvaguardare del lavoro in un contesto di contrazione generalizzata della domanda; la contrazione della domanda di lavoratori non stagionali laureati rispetto al 2012, infatti, è pari al 21%.
I laureati pugliesi si inseriscono prevalentemente nei settori dei servizi alle persone, dei servizi informatici e delle telecomunicazioni e dei servizi finanziari ed assicurativi evidenziando un certo disallineamento tra i settori che esprimono la maggiore domanda di lavoro e quelli in cui trova occupazione la forza lavoro più qualificata.
Gli analisti e progettisti di software sono la principale professione di sbocco dei laureati nel 2013 con 170 assunzioni pari a quasi l’8% del numero complessivo di assunzioni di laureati.
Il 45% delle assunzioni programmate di laureati saranno effettuate da imprese grandi (con un numero di addetti superiore ai 50) mentre il 36% delle assunzioni di laureati saranno realizzate da imprese con meno di 9 addetti.
Un altro aspetto particolarmente interessante da considerare è rappresentato dalla difficoltà che segnalano alcune imprese nel reperire alcune figure professionali, che per i laureati è pari a poco più del 10%, di poco superiore alla media di tutte le assunzioni. La difficoltà di reperimento è particolarmente elevata per i laureati in ingegneria elettronica (l’area disciplinare di ingegneria e architettura è anche quella più richiesta dalle imprese pugliesi).
Ad un laureato su due è richiesta una precedente esperienza lavorativa nel settore o nella professione che si andrà a ricoprire.